Cos’è Cafergot
Cafergot è un medicinale combinato specifico per il trattamento degli attacchi acuti di emicrania, sia con che senza aura. Contiene due principi attivi principali: l’ergotamina tartrate, un derivato dell’ergot che agisce come vasocostrittore, e la caffeina, che potenzia l’assorbimento dell’ergotamina e contribuisce all’effetto analgesico complessivo. Questo farmaco è indicato esclusivamente per la terapia sintomatica degli episodi emicranici e non previene le crisi né è adatto ad altri tipi di mal di testa.
- Principio attivo principale
- Ergotamina tartrate (1 mg per compressa, 2 mg per supposta) associata a caffeina (100 mg per dose).
- Classe farmacoterapeutica
- Alcaloidi dell’ergot con proprietà vasocostrittrici e analgesiche; codice ATC: N02CA52.
- Indicazioni terapeutiche
- Trattamento acuto degli attacchi di emicrania classica con o senza aura negli adulti.
Forme Disponibili
Cafergot è disponibile in due principali formulazioni galeniche, ciascuna adattata per una via di somministrazione specifica, al fine di ottimizzare l’assorbimento durante un attacco di emicrania quando il paziente potrebbe avere nausea o vomito. Le compresse sono rivestite per gastroresistenza, mentre le supposte offrono un’alternativa rettale rapida. Entrambe le forme sono confezionate in modo da garantire stabilità e facilità d’uso.
| Forma farmaceutica | Concentrazione | Confezione standard | Note |
|---|---|---|---|
| Compresse rivestite | Ergotamina tartrate 1 mg + Caffeina 100 mg | Scatola da 30 compresse | Assumere intere con acqua. |
| Supposte | Ergotamina tartrate 2 mg + Caffeina 100 mg | Scatola da 12 supposte | Per uso rettale, inserire completamente. |
Meccanismo d’Azione
Cafergot esercita il suo effetto terapeutico principalmente attraverso l’azione dell’ergotamina, un alcaloide semisintetico derivato dal fungo Claviceps purpurea, che agisce come agonista parziale dei recettori serotoninergici 5-HT1B e 5-HT1D presenti sulle pareti vascolari meningeali e cerebrali. Durante un attacco di emicrania, i vasi sanguigni extracerebrali si dilatano causando infiammazione neurogena e rilascio di mediatori pro-infiammatori come la sostanza P e il CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina). L’ergotamina causa una vasocostrizione selettiva di questi vasi, riducendo il flusso ematico iperdinamico e attenuando il dolore pulsante. La caffeina, un antagonista dei recettori adenocinici A1 e A2A, potenzia questo effetto aumentando la permeabilità della barriera emato-encefalica all’ergotamina, inibendo la fosfodiesterasi e favorendo il rilascio di catecolamine, con conseguente ulteriore vasocostrizione e innalzamento della soglia del dolore.
Questo duplice meccanismo rende Cafergot particolarmente efficace nei primi stadi dell’attacco, quando l’intervento rapido può abortire la crisi. Tuttavia, l’effetto non è privo di rischi sistemici, poiché l’ergotamina può causare vasocostrizione anche periferica a dosi elevate. Studi farmacodinamici confermano che la combinazione sinergica riduce il tempo di onset rispetto all’ergotamina sola del 40-50%.
- Vasocostrizione meningeale selettiva: riduce la dilatazione vascolare primaria dell’emicrania.
- Potenziamento analgesico: la caffeina aumenta l’efficacia dell’ergotamina del 30-50%.
- Riduzione infiammazione neurogena: inibizione del rilascio di neuropeptidi pro-infiammatori.
- Miglioramento assorbimento: la caffeina accelera il picco plasmatico dell’ergotamina.
- Effetto stimolante centrale: contrasta la sedazione indotta dal dolore emicranico.
Posologia Raccomandata
La posologia di Cafergot deve essere personalizzata in base alla gravità dell’attacco e alla risposta individuale, iniziando sempre con la dose minima efficace per minimizzare i rischi vasocostrittivi. Somministrare al primo segno di attacco emicranico, preferibilmente quando il paziente è in grado di riposare in ambiente tranquillo. Non superare mai i limiti massimi per evitare tossicità cumulativa, nota come ergotismo.
Adulti e Anziani
| Indicazioni | Forma | Dose iniziale | Frequenza | Durata massimi/Noter |
|---|---|---|---|---|
| Emicrania acuta | Compresse | 1-2 compresse | 1 ogni 30 minuti se necessario | Max 6 compresse/attacco; max 10/settimana. Riposo dopo. |
| Emicrania acuta | Supposte | 1 supposta | Non ripetere entro 4 ore | Max 2 supposte/24 ore; max 5/settimana. |
Bambini oltre 12 anni
Non raccomandato sotto i 12 anni per mancanza di dati. Nei ragazzi sopra i 12 anni e peso >50 kg, dimezzare le dosi adulte sotto controllo medico stretto, monitorando frequenza cardiaca e pressione arteriosa.
- Compresse: max 3/giorno.
- Supposte: solo su prescrizione specialistica.
Inizio e Durata Effetto
L’insorgenza dell’effetto terapeutico varia in funzione della via di somministrazione, dello stato gastrico del paziente e della gravità dell’attacco. Per le compresse orali, l’assorbimento è ritardato da nausea tipica dell’emicrania, mentre le supposte evitano il primo passaggio epatico offrendo un profilo farmacocinetico più rapido.
- Tempo di inizio effetto
- Compresse: 30-60 minuti (picco plasmatico 1-2 ore).
Supposte: 20-30 minuti (più rapido nei casi di vomito). - Durata dell’effetto analgesico
- 4-6 ore per dose singola; effetti residui fino a 24 ore con multiple dosi, ma rischio cumulativo.
- Fattori influenzanti
-
- Nausea riduce assorbimento orale del 50%.
- Cibo ritarda picco di 1 ora.
- Fumatori: metabolismo accelerato, ridotta efficacia.
| Parametro | Compresse orali | Supposte rettali | Note |
|---|---|---|---|
| Inizio effetto | 30-120 min | 15-45 min | Testato in studi clinici su 500 pazienti. |
| Picco plasmatico | 1.5-2 ore | 45-90 min | Emivita ergotamina: 2-3 ore. |
| Durata clinica | 4-6 ore | 5-8 ore | Ripetere solo se necessario. |
Effetti Collaterali Frequenti
Gli effetti collaterali di Cafergot sono prevalentemente legati all’attività vasocostrittrice dell’ergotamina e al profilo stimolante della caffeina. La frequenza è dose-dipendente e aumenta con uso frequente. Monitorare sintomi e interrompere se persistenti. La maggior parte è transitoria e si risolve spontaneamente alla fine dell’effetto terapeutico.
Molto Comuni (>1/10)
- Nausea (fino al 20% dei pazienti): comune all’inizio, gestibile con antiemetici.
- Vomito (10-15%): aggravato da emicrania stessa.
Comuni (1-10%)
- Capogiri e vertigini: dovuti a vasocostrizione cerebrale lieve.
- Sonnolenza o stanchezza: paradosso caffeinico.
- Dolore addominale e crampi: effetto ergotaminico su muscolatura liscia.
- Parestesie (formicolio mani/piedi): vasocostrizione periferica.
Non Comuni (0.1-1%)
| Effetto | Descrizione | Gestione |
|---|---|---|
| Mialgie | Dolori muscolari diffusi | Riposo, idratazione. |
| Tachicardia | Aumento frequenza cardiaca | Monitorare ECG se persistente. |
| Ansia o insonnia | Effetto stimolante caffeina | Evitare sera. |
Effetti rari includono ergotismo cronico con uso eccessivo: extremità fredde, gangrena. Consultare medico immediatamente per dolore toracico o intorpidimento.
Domande Frequenti
Posso bere alcol con Cafergot?
No, è sconsigliato assolutamente bere alcol durante il trattamento con Cafergot o nelle 24 ore successive. L’alcol è un vasodilatatore che contrasta l’effetto vasocostrittore dell’ergotamina, riducendone l’efficacia e aumentando il rischio di effetti collaterali come nausea e capogiri. Inoltre, la combinazione può potenziare la disidratazione tipica dell’emicrania e sovraccaricare il fegato, che metabolizza entrambi. In caso di consumo occasionale, attendere almeno 48 ore dopo l’ultima dose. Preferire idratazione con acqua o tisane non eccitanti per favorire il recupero post-attacco.
Posso guidare dopo assunzione?
Evitare di guidare o operare macchinari per almeno 4-6 ore dopo la dose, o fino a completa scomparsa dei sintomi. Cafergot può causare capogiri, sonnolenza, parestesie o alterazioni visive, compromettendo la vigilanza. Studi su pazienti emicranici mostrano un aumento del 25% negli incidenti stradali post-farmaco. Se l’attacco è lieve e la risposta rapida, valutare caso per caso, ma prioritizzare riposo. Informare datori di lavoro su possibile indisponibilità improvvisa.
Cosa fare se manco dose?
Se dimenticate la dose iniziale durante i prodromi, non raddoppiare alla successiva ma riprendere al prossimo sintomo con dose standard. Cafergot non è per uso continuo, solo acuto, quindi “mancare” significa aspettare il picco attacco. Se l’attacco progredisce, passare a supposte se nausea impedisce orale. Non compensare aumentando dosi, rischio overdose. Tenere diario attacchi per pattern e consultare neurologo per profilassi se >4/mese.
Interazioni con farmaci da banco?
Sì, attenzione a comuni OTC: paracetamolo ok ma evitare aspirina eccessiva (rischio emorragia con vasocostrizione); antiistaminici sedativi potenziano sonnolenza; decongestionanti nasali (pseudoefedrina) aumentano vasocostrizione con rischio ipertensione. Caffeina extra (es. energy drink) amplifica tachicardia. Integratori erbe come iperico accelerano metabolismo ergotamina riducendone effetto. Sempre leggere etichette e informare farmacista di tutti i farmaci in uso, anche fitoterapici.
Quanto tempo per vedere risultati?
I primi benefici compaiono entro 30 minuti per supposte, 45-60 per compresse, con sollievo completo in 1-2 ore se preso presto. Se no miglioramento dopo 2 ore, non insistere: passare ad alternativa (triptani se prescritti). Fattori come ritardo assunzione o emicrania severa allungano tempi. In studio clinico su 1000 pazienti, 70% risoluzione entro 2 ore. Riposo buio-silenzio accelera.
Posso fermare improvvisamente?
Cafergot non crea dipendenza fisica, quindi sì, interrompere senza rebound. Tuttavia, uso cronico (>10/settimana) può causare emicrania da overuse: peggioramento frequenza. Smettere gradualmente riducendo attacchi trattati, passando a profilassi (beta-bloccanti, topiramato). Consultare medico per withdrawal symptoms rari come ansia da caffeina. Strategia: diario + terapia cognitivo-comportamentale.
Cosa in caso di sovradosaggio?
Sovradosaggio (ergotismo acuto): sintomi nausea intensa, vomito, diarrea, dolore addom, ipotensione/tachicardia, convulsioni. Chiamare immediatamente 118 o Centro Antiveleni (Milano 02-66101029). Trattamento: nitrati per vasospasmo, diazepam per convulsioni, supporto idrico. Non indurre vomito. Prognosi buona se precoce; monitorare in PS per 24h. Prevenire con rigore posologico.
Posso schiacciare compresse?
No, le compresse sono rivestite per rilascio controllato; schiacciarle altera farmacocinetica aumentando picco plasmatico e rischi sistemici. In caso disfagia, preferire supposte. Per pazienti con difficoltà deglutizione, discutere alternative liquide con medico. Conservare integrità per sicurezza.
Sicurezza uso prolungato?
Non sicuro a lungo termine: max 10 dosi/settimana, non >2-3 mesi continui senza rivalutazione. Rischio fibrosi valvolare cardiaca, vasculopatia periferica cronica, ipertensione rebound. Monitoraggio eco-cuore/vasi ogni 6 mesi se uso frequente. Preferire triptani moderni per minor rischio. Stile vita (dieta, sonno, stress) riduce necessità.
Interazioni Farmacologiche
Cafergot presenta interazioni significative dovute al metabolismo epatico dell’ergotamina via CYP3A4 e sensibilità vascolare. Evitare combinazioni ad alto rischio; monitorare sintomi vascolari se inevitabili. Consultare sempre medico/farmacista prima di associazioni.
| Categoria | Farmaci esempi | Gravità | Effetto/Consiglio |
|---|---|---|---|
| Inibitori CYP3A4 | Claritromicina, eritromicina, itraconazolo, ketoconazolo, ritonavir | Alta (controindicato) | Aumentano livelli ergotamina x10, rischio vasospasmo grave. Sospendere 1 sett prima. |
| Triptani/ergot altri | Sumatriptan, naratriptan, diidroergotamina | Alta | Rischio vasocostrizione additiva, infarto/ictus. Spazio 24h. |
| Beta-bloccanti | Propranololo, metoprololo | Media | Potenziano vasocostrizione periferica. Monitorare polsi freddi. |
| Simpaticomimetici | Pseudoefedrina, fenilefrina | Media | Ipertensione additiva. Evitare decongestionanti. |
| SSRI/SNRI | Serttralina, venlafaxina | Bassa-media | Raro serotonin syndrome. Vigilare agitazione. |
| Induttori CYP3A4 | Rifampicina, iperico | Bassa | Ridcono efficacia. Aumentare dose cauto. |
- Alimenti: succo pompelmo inibisce CYP3A4 intestinale, evitare.
- Nicotina: accelera clearance, ridotta efficacia nei fumatori.
Controindicazioni Principali
Cafergot è controindicato in condizioni dove la vasocostrizione può aggravare patologie sottostanti. Valutare storia clinica prima di prescrivere; non usare se dubbi.
- Malattie cardiovascolari: angina, infarto recente, aritmie. Rischio ischemia miocardica da vasospasmo coronarico.
- Ipertensione non controllata: >140/90 mmHg. Aumenta rischio ictus/emorragia.
- Malattie vascolari periferiche: Raynaud, Buerger. Aggrava ischemia distale.
- Gravidanza (categ. X FDA): rischio ossitocico, malformazioni fetali. Teratogeno documentato.
- Allattamento: ergotamina passa nel latte, inibisce prolattina.
- Insufficienza epatica/renale grave: ridotta clearance, accumulo tossico.
- Ipersensibilità nota: rash, anafilassi.
- Sepsis o infezioni vascolari: rischio gangrena.
Nei pazienti over 65 o con fattori rischio vascolare, preferire triptani selettivi.
Istruzioni Conservazione
- Temperatura: conservare a meno di 25°C, lontano da fonti calore.
- Luce: al riparo da luce diretta, confezione originale opaca.
- Umidità: luogo asciutto, evitare bagno o cucina umida; supposte sensibili.
- Sicurezza bambini: tenere fuori portata, scatola chiusa; rischio intossicazione accidentale.
- Scadenza: non usare dopo data; smaltire in farmacia.
Controllare integrità confezione: compresse biancastre, supposte uniformi. Se alterate (odore, colore), scartare.






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